MERCATO SOCIALE: IL DIRITTO AL CIBO NON È UNA MERCE DI SCAMBIO

Comunicato Stampa – 4 maggio 2020

Nei giorni scorsi, la sindaca Virginia Raggi ha inaugurato il primo “Mercato Sociale” a Ostia, dove si distribuiscono beni di prima necessità alle persone in difficoltà, in cambio di lavori socialmente utili. Questo dispositivo, a nostro avviso, genera un’equazione pericolosa e inaccettabile: quella dell’accesso al cibo condizionato ad un “merito” individuale.

Come Rete Economia Sociale e Solidale Roma -Ress vogliamo ribadire che il diritto al cibo e ad una sana alimentazione va garantito a tutte e tutti in maniera incondizionata, come sancito dall’art. 25 della Dichiarazione Universale dei diritti umani e non può in nessun modo essere oggetto di mercificazione. La condizione di povertà, che sta colpendo sempre più persone e famiglie a seguito della diffusione del Covid-19 non è né una scelta né una colpa da espiare e riteniamo che il contrasto alla povertà si debba attuare tramite politiche che incentivano la creazione di posti di lavoro, in particolare incentivando forme di lavoro cooperativo in settori che producono benessere ambientale e sociale, adottando misure per garantire reddito e welfare.
Non si riduce la povertà lavorando sotto ricatto, senza diritti e gratuitamente, per il comune di Roma, in cambio di beni di prima necessità.

Vogliamo ricordare alla Sindaca Raggi che le famiglie in difficoltà già svolgono un servizio di utilità sociale essenziale, rispondendo in prima persona al vuoto istituzionale tramite il lavoro di cura che quotidianamente portano avanti verso se stessi o i propri familiari (verso neonati e minori, disabili, anziani, persone con malattie croniche, ecc.). Per rispondere al problema della povertà è necessario che la politica si impegni a garantire ed estendere diritti, come quello al cibo, per tutti.

La nostra rete è nata per promuovere l’accesso al cibo sano mediante l’incontro tra persone e famiglie e piccoli produttori a filiera corta, intrecciandosi con le iniziative di solidarietà e di mutualismo per chi si trova in situazioni di difficoltà. Abbiamo tutt’altra idea del significato della parola “sociale” rispetto a quella che da titolo all’iniziativa di Ostia, e che il Comune vorrebbe replicare in altri territori della nostra città: esprimiamo la nostra forte presa di distanza perché è una proposta irricevibile e inadeguata per fronteggiare l’emergenza che tutte e tutti stiamo vivendo.

Cara sindaca Raggi, oltre ad invitarla a sospendere questa sperimentazione le proponiamo di convocare urgentemente un tavolo di confronto con le tante realtà sociali attive oggi a Roma, per trovare delle soluzioni condivise ed efficaci per aiutare realmente le persone in difficoltà nella nostra città, rispettandone volontà e dignità.

RESS Roma – Rete di Economia Sociale e Solidale

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